Storia di Acitrezza
Aci Trezza
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
| Aci Trezza | ||||||||
| Scalo di Acitrezza | ||||||||
| Nome ufficiale: | A “Trizza” | |||||||
| Stato: | ||||||||
| Regione: |
|
|||||||
| Provincia: |
|
|||||||
| Comune: |
|
|||||||
| Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 12 m s.l.m. | |||||||
| Superficie: | km² | |||||||
| Abitanti: |
|
|||||||
| Nome abitanti: | trezzoti | |||||||
| Santo patrono: | San Giovanni Battista | |||||||
| Giorno festivo: | {{{festivo}}} | |||||||
| Giorno festivo: | 24 giugno | |||||||
| Pref. telefono: | 095 | CAP: | 95021 (già 95026) | |||||
Aci Trezza (in siciliano Trizza) è una frazione del comune di Aci Castello, in provincia di Catania. Centro peschereccio di antica e notevole tradizione, è famoso per il suo paesaggio.
Le Isole dei Ciclopi
Il panorama di Aci Trezza è dominato dai faraglioni dei Ciclopi: otto pittoreschi scogli basaltici che, secondo la leggenda, furono lanciati da Polifemo ad Ulisse durante la sua fuga. I faraglioni compaiono sugli stemmi dei comuni di Aci Castello, Acireale, Aci Bonaccorsi, Aci Catena. Poco distante dalla costa (a circa 400 m di distanza), è presente l’Isola Lachea, identificata con l’omerica Isola delle Capre e che attualmente ospita la sede di una stazione di studi di biologia dell’Università degli Studi di Catania.
Storia
Il paese venne fondato ufficialmente alla fine del XVII secolo da Stefano Riggio Santo Stefano principe di Campofiorito (Pa), vicario del viceré Francesco Fernandez de La Cueva duca di Alburquerque nel 1669 per sfollare gli abitanti messi in pericolo dall’eruzione dell’Etna. La scelta del viceré non era casuale, essendo Stefano Riggio proprietario dal 1651 della città di Aci Sant’Antonio e San Filippo (comprendente gli odierni comuni di Aci Sant’Antonio, Aci Catena e Valverde).
Aci Trezza nasce quindi come scalo marittimo del feudo dei Riggio, dal quale sarà separata (con Ficarazzi) solo il 15 settembre 1828 per essere accorpata ad Aci Castello.
Agli inizi del XVIII secolo conta circa 150 abitanti.
Aci Trezza sarà gestita da Stefano Riggio fino al 1678, quindi dal figlio Luigi Riggio Giuffrè fino al 1680, da Stefano Riggio Saladino fino al 1704, quindi a Luigi Riggio Branciforte fino al 1757 che però preferì risiedere in Spagna e lasciare l’amministrazione del feudo allo zio Gioacchino Riggio. Infine Stefano Reggio Gravina fino al 1790 e Giuseppe Riggio Grugno fino al 1792, quando il feudo divenne libero. Giuseppe Riggio Grugno morirà poi a Palermo decapitato dalla folla in rivolta nel 1820, estinguendo la famiglia dei principi di Aci. In ogni caso il feudalesimo era stato abrogato in Sicilia nel 1812.
Porto
Il porto è attrezzato con rifornimento di carburante ed acqua, cantieri navali e gru di alaggio. Vi hanno sede diversi Club nautici.
Sport
La locale squadra di calcio, la Ciclope Acitrezza, milita in terza categoria, girone C. L’area di Aci Trezza e i faraglioni, le rocce vulcaniche antistanti il porto, sono meta godibilissima per gite in kayak. La riserva marina protetta ha permesso alla vita sui fondali di svilupparsi, e la bellezza dei luoghi merita una visita.
I Malavoglia
Fu il paese in cui Giovanni Verga ambientò il famoso romanzo I Malavoglia (1881) e nel quale, nel 1948, venne girato il film La terra trema di Luchino Visconti e Antonio Pietrangeli, capolavoro del neorealismo realizzato con attori non professionisti abitanti del luogo. Sempre ad Aci Trezza venne realizzato parte del film finlandese Rosso.
La Terra Trema
Non distante dalla Chiesa del Patrono, in base ad alcuni elementi descrittivi forniti dal Verga nei Malavoglia, è stata identificata la “casa del nespolo”, l’abitazione di Padron ‘Ntoni. Oggi è stato allestito un piccolo museo contenente oggetti della tradizione marinara ed una sezione fotografica dedicata al film di Luchino Visconti.
RSS feed per i commenti in questo articolo. TrackBack URI













